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Sale Storiche aperte agli Sposi

Pubblicato il . Postato in Sposarsi a Torino

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Torino noleggia le sale storiche. «Il progetto è creare un matrimonificio che possa diventare volano turistico» (EMANUELA MINUCCI).

«Lo spot più cool del momento si gira a Torino. E che cos'è il matrimonio, se non un gigantesco, sempreverde (si spera, almeno) trailer di una felice vita di coppia?». Una breve, folgorante riflessione che ha portato la giunta Chiamparino a disegnare un nuovo abito per Torino: da capitale olimpica a capitale dei matrimoni.

Sposarsi a Torino, insomma, diventerà una tendenza: primo, perché la città, dopo i Giochi, ha davvero cambiato pelle, e poi perché sotto la Mole faranno di tutto per facilitare la vita agli sposi, dalla scelta della colonna sonora al filmino-ricordo. Il progetto ha due obiettivi: fare cassa e trasformare la vecchia one-company-town in un «matrimonificio che sappia diventare un volano turistico». Insomma, un bel mix di finanza creativa e volontà di rilanciare l'immagine della città. Progetto che parte da una certezza: una serie di location mozzafiato. Al momento, a Torino, ci si sposa solo nell'aulica sede della Curia Maxima (un palazzo barocco in pieno centro) e nella meno aulica Anagrafe di via Giulio. Il Comune mette sul piatto altri sei palazzi in grado di soddisfare tutti i palati dei fidanzati d'Italia.

I maniaci della tradizione, lievemente impallinati di storia sabauda, per esempio, si scambieranno volentieri gli anelli nella Sala Rossa del Municipio: stucchi dorati e velluti scarlatti finora esclusivo appannaggio delle attività del Consiglio comunale. La coppia romantica che ha visto almeno due volte «Dopo mezzanotte» di Davide Ferrario, invece, troverà esaltante sposarsi al Museo del Cinema racchiuso nella Mole Antonelliana. «Con un lieve sovrapprezzo, poi - spiegano l'assessore ai Servizi civici Michele Dell'Utri, ideatore del pacchetto - potremo anche celebrare il rito in cima alla Mole: in questo modo, nel giorno più bello, si avrà tutta Torino ai propri piedi». I promessi sposi più cool, magari appassionati di transavanguardia, potranno giurarsi fedeltà eterna alla Gam, l'elegante Galleria d'Arte Moderna in puro stile razionalista progettata da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti negli Anni Cinquanta. Per un matrimonio da feuilleton, invece, c'è il Castello del Valentino, oggi sede della Facoltà di Architettura: lì qualsiasi sposa può sentirsi Elisa di Rivombrosa, e pazienza se dalle finestre si vedono sfrecciare i pullman al posto delle carrozze.

Prezzi modici

«Entro gennaio saremo in grado di sbaragliare la concorrenza di mète classiche come Venezia, Firenze e Roma» attacca Dell'Utri. Poi spiega, nei dettagli, i motivi per cui Torino diventerà il miglior posto in Italia dove dirsi sì: «Praticheremo i prezzi di Genova pur avendo a disposizione luoghi di grandissimo fascino come la Mole Antonelliana o Palazzo Reale che, a dirla tutta, non hanno prezzo. La cifra che pagheranno i promessi sposi ruoterà attorno ai 600 euro, davvero modica dal momento che a Venezia si arriva a sborsarne cinquemila. In più, abbiamo in serbo una grande sorpresa per gli sposi». Il film girato dal Comune La sorpresa è il filmino-ricordo della cerimonia che il Comune girerà a spese proprie, sposando (è il caso di dirlo) primi piani dei protagonisti al lato più cinematografico della città. E anche se non si tratterà di un prodotto sorvegliato dal marchio Filmcommission, sarà senz'altro di qualità superiore rispetto ai video artigianali girati dai vecchi zii. «È così che speriamo di attrarre turisti - spiega ancora l'assessore -, questi filmini sì che possono trasformarsi in grande spot per la città. Lo fai vedere a un tuo amico e anche lui decide di venirsi a sposare a Torino».

Poesie e colonna sonora

Location mozzafiato, il filmino in regalo, ma anche una cerimonia meno spartana e breve del solito. «Uno dei motivi per cui si sceglie di sposarsi in chiesa - raccontano dall'assessorato alla Demografia di Torino - è che la cerimonia civile per molti manca di atmosfera e dura troppo poco. È per questo che abbiamo deciso di cambiare registro: gli sposi potranno decidere la colonna sonora che farà da sottofondo al rito, lo scambio degli anelli avverrà a metà cerimonia e non alla fine, e poi faremo un bel regalo agli sposi». Un milione di euro Ma quanto si propone di incassare il Comune grazie all'operazione-matrimoni? All'inizio attorno al milione di euro, poi si vedrà, dipende dal gradimento. «Sempre meglio che introdurre un ticket per entrare in centro - concludono a Palazzo Civico -, nella vita, di solito, ci si sposa una volta sola».

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