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Articolo Originale su "la Repubblica" di Silvia Dorascenzi

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Indebitati per tutta la vita. Il costo di un matrimonio continua a
crescere anche a Torino. Tra le spese per il ricevimento, i vestiti, e il
servizio fotografico si possono spendere anche 18 mila euro. Qualcuno
riesce però a risparmiare. Il trucco è fare qualche rinuncia - soprattutto
sul banchetto - ma anche di sfruttare occasioni varie. L'abito si può
acquistare di seconda mano o affittarlo. Le foto le possono fare gli amici
con una macchina digitale. C'è poi la scelta estrema del matrimonio equo e
solidale. Cerimonia in Municipio e buffet solo con prodotti biologici.
Pochi abiti bianchi per le strade: la marcia nuziale non va più di
moda. Le giovani coppie preferiscono le convivenze. Il costo complessivo
di un matrimonio scoraggia chi non ha molte possibilità economiche. Un
matrimonio vecchio stile con cento invitati può anche costare oltre
ventimila euro. Ma per gli irriducibili della cerimonia tradizionale,
esiste qualche scappatoia per evitare di indebitarsi «per tutta la vita».
Se si è disposti a rinunciare a qualche piccolo dettaglio, è possibile
ridurre la spesa quasi a metà. Dal ristorante alle bomboniere, dagli abiti
all'acconciatura della sposa, i prezzi hanno variazioni così ampie che è
molto facile oscillare tra gli 8 e i 18mila euro.
E poi c´è la scelta alternativa, il matrimonio equo e solidale.
Ristorante - Il primo passo da fare è tagliare i costi del
ricevimento. L'invito di amici e parenti è infatti quello che incide di
più nel bilancio complessivo. Con un pranzo a base di pesce il prezzo
lievita in modo vertiginoso: dagli 80 ai cento euro a coperto, mentre se
si sceglie un menu a base di carne, comunque abbondante tra antipasti e
primi, il prezzo a persona è di circa 40 euro. Meglio scegliere un
ristorante che offre la torta nuziale compresa nel prezzo. Il risparmio è
di 4 mila euro. Prenotando con un certo anticipo - i locali specializzati
chiedono anche un anno di preavviso - si può trattare sul conto finale.
Gli abiti - Il secondo elemento più caro nella lista è
sicuramente l'abito da sposa: tagli e rifiniture particolari, stoffe
pregiate, velo, guanti e altri accessori sono tutti elementi che fanno
salire il prezzo, che può arrivare in media fino a 3 mila euro. Se si
scelgono invece tessuti più semplici e si rinuncia al velo, si scende a
1.000 euro. Ma l'ultima tendenza consiglia di chiedere gli abiti delle
sfilate. Una sorta di «usato»: in realtà questi abiti si sono solo
leggermente sporcati durante la sfilata di moda e hanno già visto la
tintoria, rispetto a quelli che arrivano direttamente su ordinazione dalle
case di moda, mai indossati nemmeno per provare la taglia. In questo caso
si scende al di sotto dei mille euro. Anche se l'abito da sposo non è un
vero problema, ci sono possibilità di risparmio anche in questo campo: 400
euro per un abito grigio fumo di Londra, di ottimo taglio, «che serve
anche dopo per fare carriera in ufficio», commenta uno dei venditori di
Algozzini, negozio di via Garibaldi specializzato in abiti da cerimonia.
Il risparmio, rispetto all'acquisto di un elegantissimo tight, che rimane
nell'armadio, è di 300 euro.
Acconciatura - Per la sposa la sistemazione dei capelli è la
fase più importante dopo la scelta dell'abito. Se non si vuole rinunciare
ad una acconciatura sofisticata, ci sono comunque due metodi per non
spendere cifre esorbitanti. Fondamentale innanzitutto la scelta del
giorno: il sabato costa meno. Al prezzo base di 200 euro per
un'acconciatura molto raffinata bisogna aggiungerne altri cento per il
servizio domenicale. La seconda rinuncia riguarda la comodità: la
prestazione a domicilio ha un costo aggiuntivo di 50 euro. Visto che i
fermagli non sono compresi nel prezzo dell'acconciatura, alcune
parrucchiere consigliano un look naturale: niente accessori aggiuntivi,
basta un semplice fiore fresco. Bomboniere e partecipazioni.
Partecipazioni, inviti, segnaposto, menu e bigliettini vari.
Se non si è in grado di porre un freno all'entusiasmo, si rischia di
lasciare quasi 4mila euro nel negozio di oggettistica. Bisogna quindi
saper eliminare le cose più futili e semplicemente accessorie. Le
partecipazioni sono obbligatorie e comunque poco care: il costo
complessivo, tra partecipazione, invito e biglietto per la bomboniera, è
sui trecento euro. Si può invece rinunciare ai segnaposto (200 euro) e
alle bomboniere di lusso (meno 700). Testimoni e genitori richiedono un
oggetto particolare, ma non è necessario scegliere il più costoso: con una
bomboniera di 50 euro ciascuno, il risparmio è di 1600 euro. Inoltre gli
sposi che «eleggono» un unico punto vendita per lista nozze,
partecipazioni e bomboniere, hanno il vantaggio di ricevere ulteriori
sconti e confetti in omaggio.
I fiori - Rose, lilium e calle per un altare da sogno. Questo è
il settore dove è più difficile risparmiare: le fioraie non scendono al di
sotto dei 500 euro, solo per l'addobbo della Chiesa. Il bouquet
naturalmente è a parte: il più semplice 50 euro. I prezzi cambiano a
seconda della stagione e della chiesa (moderna o antica). Unico
stratagemma: meglio una struttura piccola. Con pochi fiori si riesce
comunque a ottenere un buon effetto. Se poi si rinuncia alla chiesa e si
sceglie il Comune, il problema è risolto all'origine.
Il servizio fotografico - Album tradizionale o cd? Quello che
costa non è tanto lo sviluppo delle foto, quanto il compenso per il
fotografo e il suo eventuale assistente. In ogni caso il numero degli
scatti minimo è imposto, quindi non si può scendere al di sotto dei 700
euro, come prezzo base. Se poi si vogliono effetti particolari, il costo
sale a 1.500 e oltre. Spesa simile per il filmino che può anche essere
riprodotto in cd. Un'idea interessante su internet: nel sito www.torinosposiweb.com c'è un concorso per
vincere un servizio fotografico interamente gratuito. Per gli altri, come
ultima spiaggia, non rimane che affidarsi agli scatti amatoriali degli
amici. E con le macchine digitali anche le foto sfocate si possono sempre
ritoccare.
L'auto - Una tentazione che coinvolge molte giovani coppie è il
noleggio di un'auto di lusso o d'epoca. Non è un elemento fondamentale, ma
se proprio non si resiste, è importante la scelta dell'auto. Ad esempio,
se si preferisce una Porche alla Rolls Royce, si possono risparmiare 140
euro. Se invece ci si accontenta dell´auto di famiglia o di un amico,
abbandonando l'idea dell'auto di lusso, il taglio alle spese è di 500
euro.
Il viaggio - Crociere, villaggi e isole esotiche. Quasi tutte le
agenzie di viaggio hanno speciali offerte per gli sposi: il risparmio
arriva fino al 50%. Ma ci vogliono pazienza e tempo, spesso rari nei
preparativi di un matrimonio. Meglio allora affidare a un amico la caccia
al viaggio più conveniente, che si sviluppa su due piani: esplorazione
delle agenzie in città e navigazione on-line.
Lista nozze - Anche se non rientra nel budget complessivo,
indirettamente incide sui risparmi: bisogna farsi furbi e scegliere una
lista di regali necessari e utili, oggetti che in ogni caso gli sposi
sarebbero costretti a comprare. Niente cose inutili, come i classici
servizi di porcellana che rimangono per anni nel buio di un mobile del
salotto. Meglio puntare su impianto stereo, tv, dvd, lavatrice e altri
elettrodomestici simili. Ma si può osare fino a fare la lista nozze
all'Ikea, dove scegliere librerie, armadi, tavolini, lampade e un'altra
infinità di oggetti utili e accessibili, per i prezzi contenuti, a tutti
gli invitati: in questo modo si risparmia anche sull'arredamento vero e
proprio della casa.
La proposta estrema. Una scelta anticonformista, che rispetta
l'ambiente e le persone: un matrimonio equo-solidale. Vestiti in tessuti
di fibra di agave o lino. Bomboniere realizzate con sacchetti di stoffa
naturale, decorate con una spiga di grano. Inviti scritti a mano, su
cartoncini di carta riciclata. Fiori del giardino dei nonni o di un amico.
Fedi realizzate con la fusione di vecchi gioielli. Una crostata di frutta
fresca per torta nuziale. Per il rinfresco solo prodotti locali,
possibilmente biologici. E il viaggio di nozze, in un rustico agriturismo.
I soldi risparmiati e quelli che dei regali degli invitati si possono dare
in beneficenza. Una scelta etica contro un inutile sfarzo.
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